I primi abitanti stabili nell’Ossola furono i Leponzi, ad essi subentrarono i Romani. In epoca augustea infatti l’Ossola venne conquistata e sottomessa. Importante fu nei secoli il ruolo dell’Ossola come regione di transito verso l’Europa. Una iscrizione su roccia rinvenuta a Vogogna e datata 196 dc, conferma la presenza diuna importante via che attraversava l’Ossola già in età romana. Durante il primo millennio erano presenti vasti possedimenti monastici benedettini, all’inizio del secondo con una donazione dell’imperatore Enrico II, l’Ossola divenne contea del vescovo di Novara, fino al XIV secolo. Il clima particolarmente mite a cavallo tra il XII e XIII secolo favorì lo scioglimento dei nevai di alta quota rendendo i terreni fertili e numerosi alpeggi di alta quota vennero trasformati in insediamenti permanenti per opera dei Walser, proprio questo popolamento diede vita allo sfruttamento dei valichi alpini di cui beneficiarono la nobiltà locale e i Walser stessi, il controllo dei passi alpini dominò la storia politica dell’Ossola tra i secoli XIII e XIV. .
continua
I LEPONZI: Alcune fonti storiche latine ci hanno tramandato notizie sulle origini e sulla localizzazione di questa popolazione, strettamente legata al tratto alpino che da essa trae il nome, le Alpi Lepontine. Secondo un’interpretazione leggendaria erudita di Plinio il Vecchio (Storia Naturale, III, 24, 133-135), il nome deriva dal fatto che questo popolo discendeva “dai compagni di Ercole abbandonati (“leipein” in greco significa “abbandonare”) lì per aver avuto le membra congelate durante il passaggio delle Alpi”.
Plinio, come Catone il Censore e Polibio (Storie, II, 15), considera i Leponti di stirpe taurisca, mentre Strabone (Geografia, IV, 206), più esaustivo sull’ampiezza del loro territorio “alla base delle Alpi abitano, da un lato i Reti ed i Vennoni, rivolti ad oriente, dall’altro i Leponti…”, li considera affini ai Camuni di stirpe retica.
I dati archeologici permettono di affermare che i Leponti, stanziati nell’area dell’odierna val d’Ossola e del versante svizzero del Verbano, facevano parte di quel vasto raggruppamento culturale denominato civiltà di Golasecca, costituito da popolazioni che, grazie alla loro posizione geografica privilegiata di vicinanza ai valichi alpini ed alle facili vie di comunicazione fluvio-lacuali, furono importanti intermediari commerciali fra gli Etruschi ed i Celti transalpini, fino al V secolo a.C.
I WALSER: In epoche risalenti a qualche centinaio di anni fa, circa 700 per la precisione, un popolo di origine tedesca (alemanna) cominciò a migrare dai luoghi di origine, fu cosi che distinte colonie si diressero a sud attraversando faticosamente passi alpini e sfidando le insidie del territorio di alta quota, come ghiacciai e seracchi, raggiungendo i pascoli magri dell’alta valle Formazza, della valle Antigorio, della Valle Antrona e una colonia fino alle montagne sopra Ornavasso, naturalmente stiamo parlando delle migrazioni in valle Ossola. Confinati in territori di alta quota, lontano dalle guerre della pianura e in luoghi deserti, cominciarono a colonizzare quei lembi di terra che trovarono creando villaggi e sfruttando le poche risorse naturali che la povertà dei luoghi poteva dare. È grazie soprattutto al loro istinto di sopravvivenza e la loro caparbietà che hanno saputo crearsi nei secoli fino ai giorni nostri una presenza inconfondibile nelle valli , la loro cultura e la loro tradizione si è conservata fino ai giorni nostri, ci hanno insegnato come sfruttare le innumerevoli risorse della montagna.